L’Aquila Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo

L’Aquila Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo

Forte di Bard AO

dal 31.05.2019 al 17.11.2019

Testo e Foto a cura di Gabriele Ardemagni

Un occasione in più per far visita al bel Forte di Bard che si staglia su una rocca a inizio valle, sempre ampia l’offerta di mostre temporanee e musei permanenti: in primis il museo della montagna e quello relativo alle prigioni.

Una mostra questa che a distanza di 10 anni vuole tenere vivo il ricordo di una tragedia umana immane ma anche artistica, un terremoto che in poco più di mezzo minuto tolse più di 300 vite e distrusse un vero e proprio patrimonio artistico e culturale nella regione centro italica.

In esposizione alcune opere salvate miracolosamente dalla distruzione dell’evento naturale, statue lignee in pietra e terracotta, dipinti su tela e tavola ma anche oreficerie.

Comunicato Stampa

La parola catastrofe significa “rovesciamento, capovolgimento”, uno sconvolgimento che viene a sovvertire i termini ordinari entro cui si svolge la vita… A L’Aquila, alle 3.32 del 6 aprile 2009 sono bastati 37, lunghissimi, secondi per uccidere 309 persone, ferirne oltre 1600 e danneggiare e distruggere un patrimonio culturale storico, artistico e architettonico tra i più ricchi e importanti dell’Italia centrale.

Nei dieci anni trascorsi d’allora, molti e complessi interventi di recupero, restauro e ricostruzione sono stati portati a compimento, e monumenti e palazzi ridisegnano una città dove la sicurezza convive con i principi della tutela e della conservazione, sostenendo il recupero di una bellezza antica e, spesso, inedita. L’Aquila è stata più volte, negli ottocento anni della sua storia, un centro economico e di transito e un centro artistico ricco di botteghe e scuole capaci di re-interpretare influenze fiorentine, romane e napoletane creando un linguaggio personale e immeritatamente ancora poco noto.

La mostra L’Aquila. Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo ideata da Marco Zaccarelli, presenta al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal 31 maggio al 17 novembre 2019, una selezione di opere recuperate e restaurate – 14 tra oreficerie, sculture in terracotta, pietra e legno, dipinti su tavola e tela – provenienti dalle chiese aquilane e dal Munda, Museo nazionale d’Abruzzo. Dalle Madonne con Bambino del Maestro di Sivignano e di Matteo da Campli a quella detta Delle Grazie; dal grande Crocefisso della Cattedrale alla Croce processionale di Giovanni di Bartolomeo Rosecci; dall’elegante e leggero San Michele arcangelo di Silvestro dell’Aquila allo splendido San Sebastiano di Saturnino Gatti; dal Sant’Equizio di Pompeo Cesura fino alle grandi tele di Mijtens, la mostra è una storia di sopravvivenze, un omaggio alla città dell’Aquila nel decennale del sisma e una testimonianza della grande ricchezza della sua arte.

Il progetto è promosso dall’Associazione Forte di Bard con il patrocinio della Città dell’Aquila e della Regione Abruzzo, e vede la partecipazione dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Ecclesiastici dell’Arcidiocesi Metropolitana dell’Aquila e del Polo Museale dell’Abruzzo / MuNDA Museo Nazionale d’Abruzzo – enti prestatori delle opere – e della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del Cratere e del Segretariato Regionale dell’Abruzzo – Direzione Regionale per Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo.

La mostra L’Aquila. Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo, sarà affiancata dall’esposizione fotografica, inedita, La città nascosta di Marco D’Antonio, a cura di Eleonora Di Gregorio. Una selezione di 15 grandi fotografie dedicate all’Aquila notturna, ripresa nelle sue aree ancora da ricostruire

Ufficio Stampa: Spaini & Partners http://www.spaini.it

http://www.spaini.it/laquila-tesori-darte-tra-xiii-e-xvi-secolo/

https://www.fortedibard.it/mostre/laquila-tesori-darte-dal-xiii-al-xvi-secolo/

Un servizio video per la rubrica A Caccia di Mostre ( a cura di Aristide Malnati, immagini/montaggio di Gabriele Ardemagni, inviata Giulia Belmonte ) é andato in onda nel TGN di Telenova

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